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Riccardo Mannerini: cosa sappiamo sul poeta, paroliere e grande amico di Fabrizio De André

Fabrizio De André, esibizione con la chitarra

Riccardo Mannerini ha avuto una carriera irregolare ma intensa, segnata da tormenti e da un limitato riconoscimento in vita.

Riccardo Mannerini ci ha lasciato il ritratto di un personaggio affascinante e ribelle: paroliere, poeta anarchico, grande amico e collaboratore di Fabrizio De André. Ecco una panoramica sulla sua storia personale e carriera, ricca di collaborazioni con grandi nomi della musica e della Genova cantautorale.

Chi era Riccardo Mannerini: biografia e carriera

Nato a Genova il 28 ottobre 1927, sotto il segno dello Scorpione, Riccardo Mannerini è morto nella stessa città il 26 marzo 1980, in circostanze legate ad una profonda depressione (alcuni parlano di suicidio: pare che si si tolse la vita, nella palestra di proprietà di sua moglie).

Nato in una famiglia agiata, di origini napoletane, la madre era una violinista, mentre il padre era un militare, rimase orfano di padre nel ’43. Durante l’occupazione tedesca ha lavorato forzatamente, per poi incontrare l’anarchismo, che divenne il suo credo per tutta la vita.

Dopo la guerra decise di studiare medicina, ma poi dovette abbandonare gli studi per motivi economici, pur mantenendo contatti con ambienti universitari e medici.

Si è poi cimentato con la professione di marinaio, appagando così la sua indole da viaggiatore. Come marinaio ha lavorato come frigorista su navi, tra cui quelle della Costa, girando il mondo (USA, Canada, America Centrale). Durante la navigazione scrisse appunti e poesie, ma poi un grave incidente, ossia l’esplosione di una caldaia, lo ha reso quasi cieco.

L’incidente durante il lavoro in mare finì per segnare profondamente la sua esistenza, alimentando la sua “cecità di rabbia”, come recita il titolo di una sua raccolta poetica postuma: “Un poeta cieco di rabbia”. Nel corso della sua vita, non poté contare su nessun indennizzo.

Negli anni ’50-’60 si è poi dedicato a battaglie locali a Genova: difesa dell’arenile della Foce, riabilitazione di pazienti psichiatrici tramite lavoro sociale, sostegno ai Vigili del Fuoco. Inoltre ha fondato associazioni come “Misci e Liberi” per iniziative culturali e sportive.

Il suo impegno sociale lo ha spinto anche ad aiutare emarginati e ricercati, attivandosi nell’estrazione di proiettili e nel trovare loro nascondigli, in linea con il suo anarchismo.

Carriera letteraria e musicale

Il suo nome è indissolubilmente legato a Fabrizio De André (Faber), di cui fu grande amico e collaboratore negli anni ’60. I due si conobbero a Genova e condivisero un’intensa amicizia, fatta di discussioni, poesie, alcol e visioni del mondo simili. Infatti, entrambi erano sensibili a temi sociali legati a: critica sociale, emarginati, spirito anarchico.

Mannerini collaborò anche con altri artisti genovesi, tra cui Luigi Tenco ed i New Trolls (Vittorio De Scalzi in particolare). Ma la sua produzione poetica è rimasta in gran parte non pubblicata o postuma, con pubblicazioni curate da amici e dalla moglie dopo la morte.

Le sue collaborazioni principali con Fabrizio De André hanno riguardato la scrittura de “Il Cantico dei drogati” (1968): il brano più famoso nato dalla loro collaborazione, che fa parte dell’album Tutti morimmo a stento.

Il testo è un adattamento dalla poesia Eroina, scritta da Mannerini in tre parti nel 1967: un’opera cruda e viscerale sulla dipendenza, la disperazione e la rivolta esistenziale. De André la rielaborò insieme al poeta, e per lo stesso Faber – che lottava con l’alcolismo – ebbe un valore catartico e liberatorio.

Riccardo Mannerini ha avuto un enorme coinvolgimento nella realizzazione di “Senza orario, senza bandiera” (1968): album della band progressive New Trolls. I testi sono firmati dalla coppia De André–Mannerini, con musiche di Vittorio De Scalzi e Nico Di Palo. Si tratta di un lavoro sperimentale e psichedelico per l’epoca.

La vita privata di Riccardo Mannerini

Rita Serando è stata la moglie di Riccardo Mannerini, ha condiviso con lui un legame profondo, fatto di sostegno reciproco in una vita segnata da difficoltà.

Insieme hanno avuto un figlio, Ugo Mannerini, che ha collaborato con la madre, nella gestione dell’eredità letteraria di suo padre, dopo la morte di quest’ultimo.

Chi era Rita Serando

Nata e vissuta a Genova, Rita Serando era una scrittrice e poetessa lei stessa, oltre che proprietaria di una palestra sanitaria, dove Mannerini lavorava come fisioterapista negli ultimi anni, dopo la sua cecità ed i problemi di salute.

Dopo la morte suicida di Mannerini nel 1980, Rita si è dedicata con passione alla cura ed alla diffusione postuma dell’opera del marito: ha trascritto e curato i suoi dattiloscritti, pubblicato raccolte come “Poesie da cantare” (Tolozzi editore, 1980 circa) e custodito inediti che poi sono stati usati per progetti come l’album “Gli occhi del mondo” di Vittorio De Scalzi (2011, testi da poesie di Mannerini, custodite da lei e dal figlio Ugo).

Inoltre, ha scritto in proprio: tra le sue opere c’è la raccolta poetica “Il respiro più alto dell’acqua” (Liberodiscrivere, 2008, curata da Mauro Macario). È scomparsa a Genova, nel gennaio 2008.

Pochi la conoscono come autrice autonoma, ma è stata figura chiave nel preservare la memoria poetica del marito, e nel trasmettere il suo lascito underground alla Genova cantautorale ed anarchica.

Il legame viscerale con Genova

Genova non è solo il luogo di nascita e di morte, ma il cuore pulsante della sua esistenza, della sua poesia, del suo impegno anarchico e del suo spirito ribelle. Dopo l’incidente che lo rende quasi cieco, Mannerini si rifugia e si impegna profondamente nel quartiere della Foce, il suo quartiere del cuore.

Difende strenuamente l’arenile e l’approdo dei pescatori contro speculazioni urbanistiche; promuove iniziative per riabilitare pazienti psichiatrici dell’ospedale di Quarto attraverso il lavoro sociale sulla spiaggia; fonda la società “Misci e Liberi” (in genovese “poveri e liberi”), che organizza eventi culturali, sportivi e solidali. La Foce diventa simbolo della sua lotta per gli emarginati, i “miseri” e i “liberi”.

Inoltre Genova ha fatto da sfondo alle sue notti brave ed amicizie con Tenco, De André e gli ambienti della canzone d’autore (Roby Bar, caruggi, università).

La sua poesia è impregnata di Genova: il mare, i vicoli, la rivolta sociale, l’alienazione urbana. Testi come Eroina o la Ballata per un ferroviere (su Pinelli) riflettono un’anima genovese ribelle, antimilitarista e solidale con gli ultimi. Le sue spoglie riposano nel Cimitero Monumentale di Staglieno, icona genovese per eccellenza.

Curiosità su Riccardo Mannerini

– Morto suicida a 52 anni, in depressione cronica, dopo una vita di marginalità, alcolismo e lotta, Riccardo Mannerini è ricordato come figura chiave della Genova cantautorale.

– Lo si ricorda come il “poeta cieco di rabbia” che ha influenzato profondamente la canzone d’autore del panorama nazionale, pur restando in ombra.

– Il suo ritratto è quello di un anarchico, antimilitarista e poeta dalla forte impronta libertaria e sociale.

– Mannerini ha lasciato un segno profondo nella canzone d’autore italiana per la sua schiettezza e per aver portato temi scomodi (droga, alienazione, ribellione) nella musica popolare.

– Mannerini può essere considerato a pieno titolo un attivista ante litteram, soprattutto nel contesto del suo impegno sociale e solidale negli anni ’50-’60 a Genova, ben prima che certi temi diventassero dominanti nel movimento del ’68 o nelle riforme degli anni successivi. Il suo attivismo non era ideologico, ma fatto di azioni concrete per gli emarginati, contro le ingiustizie urbane e per la dignità umana.

– Nel film “Fabrizio De André – Principe Libero” (2018, regia di Luca Facchini, con Luca Marinelli nel ruolo di Faber) si menziona il poeta genovese. Il biopic intimo e non convenzionale, esplora la vita del grande cantautore genovese, focalizzandosi più sugli aspetti personali, emotivi e relazionali che sugli eventi storici o sul contesto sociale ampio. Nella narrazione si è dato spazio all’amicizia e collaborazione con il poeta Riccardo Mannerini, che porta a brani come “Il Cantico dei drogati“.

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ultimo aggiornamento: 18 Febbraio 2026 12:53

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